La Bovio a Monteleone con BERNICE ALBERTINE KING

a cura della prof.ssa Amelia Rinaldi, referente del progetto legalità.

Lunedì,12 marzo 2017

WE HAVE A DREAM

Mentre in Italia imperversa la polemica pre e post elettorale incentrata su programmi politici che hanno fatto dei provvedimenti sull’immigrazione il fulcro delle loro campagne, da un piccolo borgo vicino a noi giunge la buona novella che I GRANDI SOGNI POSSONO DIVENTARE REALTÀ.

Nel comune di Monteleone, in provincia di Foggia, sabato mattina Bernice Albertine King, figlia di Martin Luther King, ha ritirato il Premio Internazionale della Pace e Nonviolenza. Un evento di portata internazionale, essendo la prima volta che l’erede del grande Reverendo giunge in Europa, in un clima mondiale di ritrovata xenofobia.

L’evento, passato in sordina anche nelle scuole del territorio, che non sono riuscite a garantire la partecipazione massiva degli studenti, veri protagonisti della costruzione di un mondo nuovo in cui la Storia si coniuga con la Realtà per trasfigurarla, si è svolto in un clima di semplice e gioiosa accoglienza, quale tappa importante di un percorso virtuoso di impegno per la pace.

Nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nel 50° della morte del Reverendo che lottò contro la discriminazione razziale, Monteleone ha accolto sua figlia con “I murales della pace”, realizzati da artisti internazionali, grazie ad un progetto condiviso dal Comune di Monteleone di Puglia e finanziato dalla Regione Puglia, promosso e seguito da blogger, influencer e giornalisti.

 La storia

Uno dei promotori dell’evento, insieme all’amministrazione comunale, è senza dubbio il pacifista Rocco Altieri, originario di Monteleone, già docente all’Università di Pisa nel corso di laurea in Scienze per la Pace e presidente del Centro Internazionale “Mahatma Gandhi” del paesino dauno.

E’da lui che traiamo informazioni circa le motivazioni del premio.

Innanzitutto, perché a Monteleone? “Perché proprio a Betlemme?” Ci ha risposto polemicamente citando il Vangelo nel suo intervento alla Cerimonia di premiazione. Ma ecco in breve la gloriosa storia di questo borgo: “Monteleone di Puglia nel tardo Medioevo diede rifugio alle popolazioni valdesi che subirono una forte azione repressiva nel 1563 con arresti e deportazioni. La popolazione di Monteleone è passata alla storia per il coraggio delle sue «donne ostinate», come le chiamò l’inquisitore padre Rodriguez nelle sue lettere a papa Pio V: donne irriducibili per la loro fede evangelica, in prima fila nella resistenza contro le persecuzioni. Durante la seconda guerra mondiale, le Monteleonesse furono ancora protagoniste di una ribellione il 23 agosto 1942. Circa duecento donne furono arrestate in seguito ai moti di protesta e, una volta liberate dall’arrivo delle truppe alleate, non solo non ebbero nessun risarcimento o riconoscimento, ma, mentre i reati commessi dai fascisti erano stati subito amnistiati dal nuovo regime democratico, le donne di Monteleone che non avevano commesso crimini inumani, ma si erano solo ribellate alla fame indotta dalla guerra, furono costrette a difendersi davanti al Tribunale di Lucera fino al 1950. È in memoria dell’impegno di queste donne che lottarono per la libertà religiosa e poi contro la guerra, che l’amministrazione di Monteleone ha approvato per l’8 marzo il Premio internazionale per le donne impegnate per la pace”.

Alla sua terza edizione, il premio, istituito quale riconoscimento pubblico a una donna che si è distinta per l’impegno per la nonviolenza e la pace, è stato assegnato a Bernice King, che ha raccolto l’eredità del padre, sia quale leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani che quale ministro della Chiesa Battista.

Ciò si iscrive nel percorso di educazione alla pace cominciato da tempo nella cittadina dauna. Dal 2015, il Comune di Monteleone ha istituito il Centro internazionale per la nonviolenza M. Gandhi, con la finalità di studiare e promuovere la cultura nonviolenta nella gestione dei conflitti interpersonali, sociali e internazionali. Per realizzare tale progetto, il Comune ha chiesto l’affiliazione delle scuole dell’Istituto comprensivo di Accadia-Anzano-Monteleone, e Sant’Agata, all’Unesco. E sono state proprio queste le scuole che hanno omaggiato con brevi e semplici performance, introdotte dalla soubrette Rossella Brescia, la dott.ssa King.

A tal proposito, ci lasciamo interrogare dalle riflessioni, in parte condivisibili, di Altieri che, a proposito della costruzione della pace afferma che “Le maggiori difficoltà vengono dall’indifferenza generale all’educazione alla pace presente nella scuola, poiché essa non si interessa dell’attualità, degli stili di vita, non aiuta a comprendere i meccanismi di violenza strutturale che ci sono nel mondo, ma è soprattutto rivolta al passato senza un raccordo con il presente: tutto ciò è un limite. Il passato non collegato al presente non ha più significato, diventa solo un esercizio mnemonico che annoia i ragazzi e li porta lontani dall’interesse e dalla sollecitudine per ciò che succede nel mondo”.

Ed ecco che “il Centro internazionale per la pace di Monteleone si configura come un osservatorio sui conflitti, un luogo di formazione alla gestione nonviolenta dei conflitti sostenuto dalle istituzioni pubbliche… poiché si spende tanto per la guerra, mentre per la pace non si investe nulla».

Ma altrettanto importante è, senza dubbio, il progetto SPRAR (Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e i Rifugiati), con finalità di accoglienza e integrazione che, secondo Claudia Rigillo, responsabile del centro collettivo del progetto, “è un modello unico nel paese perché le piccole comunità rinascono e i rifugiati diventano sempre più cittadini”. La stessa scrive: “Gli stranieri che abbiamo accolto non ci hanno dato mai un solo problema, anzi, ci stanno dando la possibilità concreta di costruire un presente e un futuro per la nostra comunità”.

Nel 2016 è stato inaugurato anche il Giardino della Pace, dedicato alle donne impegnate per la nonviolenza e la pace, ma sono davvero tante le iniziative e i progetti di questa piccola grande realtà del nostro territorio, divenuta scrigno di speranze e interprete delle necessità del nostro tempo.

La cerimonia

Tornando alla giornata di sabato.

L’arrivo della King al Municipio è stato accolto da una festosa banda e da tutti i sindaci dei comuni limitrofi. Nella sala consiliare si sono svolti i saluti istituzionali, poi la cerimonia nella grande tenda alla presenza delle scuole e della cittadinanza. La folla presente ha accolto con calore, prima le performance dei bimbi delle scuole del comprensorio, poi le accorate esortazioni della Reverenda King, i cui toni e le movenze carismatiche ricordano quelle memorabili del padre nei discorsi che hanno fatto la storia. Purtuttavia la sua forte identità si è espressa nel ricordo di entrambi i genitori, nell’esortazione a “vivere come esseri umani 365 giorni all’anno”, nell’impegno per l’educazione dei giovani alla pace e nell’invito che a metà orazione ha infervorato la platea: “Donne, siete l’anima del mondo! Alzatevi in piedi! Voi siete il futuro delle nazioni e noi dobbiamo educare il mondo a pensare in modo diverso”.

L’intervista

Al termine della cerimonia, alla conferenza stampa sono stati ammessi solo pochi giornalisti delle testate nazionali (…e alcuni infiltrati)

“Sono qui oggi e sono stata davvero colpita dai molti bambini che sono venuti ad assistere all’evento. Sono sempre disponibile verso le nuove generazioni, assicurandomi che muovano il nostro mondo in una direzione pacifica e compassionevole, insegnando loro quello che in particolar modo mio padre ha insegnato a me».

Questi ultimi anni – ha detto – sono stati molto importanti per me, per i miei amici, per la mia famiglia, per il presidente e per l’intera America. Tutto il mondo ricorda il 50esimo dell’assassinio di mio padre avvenuto il 4 Aprile 1968. Dal 4 al 9 Aprile organizzeremo diverse attività, tre delle quali vorrei prendeste in particolare considerazione. Abbiamo iniziato con la “King Holiday” il 15 Gennaio, che è stato il compleanno di mio padre. Questo giorno coincide con il “National Holiday” per noi in America il 15 Gennaio, dove si celebrano 50 atti di gentilezza e pace che esorto tutte le persone nel mondo a compiere e a fare passa parola, dando anche un’occhiata al sito: http://mlk50forward.org». “Dove vivevo io, abbiamo suonato le campane 39 volte, ed abbiamo chiesto a persone provenienti da ogni nazione ed ogni parte del mondo di unirsi a noi in quel giorno, o se non nello stesso momento, in uno qualsiasi del 4 Aprile. Lo stiamo facendo con il National Civil Rights Museum (Il Museo Nazionale dei diritti civili), dove mio padre è stato assassinato. Abbiamo inviato lettere ad organizzazioni ed enti per unirsi e suonare queste campane in America.”

Nell’intervista a TV2000 la pastora ha espresso, inoltre, la sua ammirazione per il pontefice. “Nello stato in cui versa il mondo abbiamo bisogno di un’autorità morale come papa Francesco…io gli rendo omaggio e rendo grazie a Dio per avercelo dato proprio adesso”, sono state le parole indirizzate al nostro papa.

Gli infiltrati

Tra i giornalisti di Rai Storia, della testata Protetantesimo e di TV2000 c’erano degli infiltrati che casualmente si trovavano lì e che trascinati dall’entusiasmo dell’evento sono riusciti a strappare al volo una domanda a Mrs King, azione davvero straordinaria sfuggita al rigido protocollo del suo staff: “How do you feel to be here ?”  “Moved. Much love” la risposta spontanea a cui è seguita la foto di rito e persino un selfie che la grande King ha voluto immortalare col suo cellulare!

E non poteva concludersi meglio questa giornata cominciata col ricordare il ruolo della Scuola nella costruzione della pace, poiché i ragazzi sono davvero gli embrioni dell’Uomo Nuovo.

Post Vixit

E poiché anche le prof., inviate speciali dell’ultimo minuto, ritornano alle questioni di tutti i giorni, a casa ho ritrovato mia figlia, appena arrivata da Napoli, dove studia (in fondo siamo tutti un po’immigrati!), la quale ha un aneddoto da raccontarmi “Mamma sai, durante il viaggio sul pullman è salito un signore anziano, non c’era posto e una giovane ragazza si è subito offerta di cedergli il suo, ma il signore ha rifiutato, forse ritenendo sconveniente togliere il posto ad una donna. Allora si è alzato un ragazzo di colore e ha insistito facendolo sedere al suo posto, lui si è accovacciato per terra, nel corridoio di passaggio”.

Ho subito pensato che tutto era iniziato da lì, da un posto in autobus e che Rosa Parks avrebbe sorriso di questo episodio.

We make a dream!

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